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15 luglio 2021

Guida per l’utente: Principi di Illuminotecnica

Un piccolo vademecum per orientarsi tra i tecnicismi ed i concetti illuminotecnici di base

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Watt, Ampere, CRI, Lumen, … Aprendo un catalogo di illuminazione può capitare di ritrovarsi spaesati in mezzo ad una miriade di sigle e simboli che descrivono i prodotti e ci si deve destreggiare in qualche maniera per capire quale prodotto faccia più al caso nostro. Cerchiamo allora di fare un po’ di luce sulla faccenda.

 

Tensione, corrente e potenza

Innanzi tutto dobbiamo avere presente tre concetti cardine quando parliamo di elettricità ed illuminazione, ovvero corrente, tensione e potenza.

 

La corrente è il flusso di carica elettrica che attraversa un conduttore, la tensione è la forza che spinge il flusso e crea la corrente, mentre la potenza è la capacità di trasmissione dell’energia. Questi tre elementi hanno delle unità di misura ben definite e ben note:

  • La tensione si misura in volt (V)
  • La corrente si misura in ampere (A)
  • La potenza si misura in watt (W)

Inoltre, questi concetti sono fortemente interconnessi tra loro anche da un punto di vista fisico e matematico. Infatti, la potenza è uguale alla tensione moltiplicata per la corrente:

W=V x A

Di conseguenza:

A=W/V           V=W/A

Perciò, noti due dei tre valori qui sopra elencati, se ne può calcolare il terzo. Volendo, per esempio, trovare la potenza assorbita da una bobina di Strip Led che va a 24V e consuma 4A, basterà moltiplicare tra loro i due valori, 24 x 4 = 96W. Grazie alla stessa regola, si potrà ricavare la corrente assorbita da una Strip Led da 72W alimentata a 24V, 72/24 = 3A circa.

Adesso che padroneggiamo queste nozioni fondamentali, possiamo addentrarci più nello specifico nelle parole chiave dei componenti lighting, che ci permetteranno di scegliere il prodotto che più si addice alle nostre esigenze. Infatti, quando si deve scegliere come illuminare un ambiente è fondamentale considerare quale risultato finale vogliamo ottenere: che tipo di attività si svolgono in questo ambiente? Qual è l’atmosfera che vogliamo creare? Sono presenti prodotti che necessitano di un tipo particolare di illuminazione?

In base alle risposte a queste domande, ci saranno fattori ulteriori da tenere in considerazione nella scelta dell’illuminazione adeguata. Vediamone alcuni.

 

Temperatura colore

La temperatura della luce viene misurata in gradi Kelvin (K). Questo valore indica quale tonalità di colore assume la luce emessa da una sorgente luminosa artificiale. Generalmente, più basso è il valore dei gradi Kelvin, più caldo sarà il colore della luce. Quindi una temperatura calda sui 3000K tenderà verso una colorazione gialla. Al contrario, una temperatura fredda sui 6500K apparirà più vicina ad una colorazione bluastra.

Il colore e la tonalità possono inoltre far risaltare il colore di un determinato prodotto, mettendone in risalto le particolarità. Ad esempio, i led della nostra Linea Food, sono progettati per avere una tonalità specifica, che metta in risalto in modo adeguato le qualità dei prodotti illuminati, dunque un led che illumina la carne dovrà risaltare il rosso e il bianco, mentre un led che illumina del pane risalterà le tonalità rosse e gialle, per esaltarne la cottura perfetta. Una bistecca illuminata dalla luce sbagliata potrebbe apparire avariata!

 

CRI

Il CRI non è altro che l’Indice di Resa Cromatica, ovvero la misura di quanto naturali appaiono i colori illuminati da una determinata fonte di luce. Questo indice può variare da 0 a 100, idealmente mantenendo valori che variano dagli 80 ai 100, in quanto questa fascia ha la resa cromatica migliore. Di solito i prodotti sono divisi in CRI >80 e CRI >90 e, in base all’ambiente che andremo ad illuminare, sarà necessario scegliere un CRI idoneo. Ad esempio, sceglieremo un CRI >90 in quei luoghi in cui la resa cromatica riveste un ruolo fondamentale (come ospedali, musei, studi dentistici o negozi di abbigliamento), mentre potremo optare per un CRI >80 per uffici, scuole e abitazioni.

 

Che differenza c'è tra la temperatura colore e l'indice di resa cromatica (CRI)?

Spesso può accadere che la temperatura colore venga confusa con l’indice di resa cromatica (CRI). Tuttavia questi due concetti sono differenti. L’indice di resa cromatica misura la capacità di una sorgente luminosa di riprodurre i colori. Nello specifico, viene espresso con una percentuale da 0 a 100. Maggiore è questo valore, migliori saranno i colori mostrati da una lampada. Al contrario, la temperatura di colore si riferisce al colore della luce.

 

Lumen

Il lumen è la quantità di luce emessa da una lampada, e quindi corrisponde alla sua luminosità. Questo concetto non è corrispondente alla sua potenza in watt, in quanto il watt indica il consumo energetico e non l’intensità luminosa.

 

I lumen permettono di scegliere la quantità di luce che si desidera. Quindi, quando si acquista un corpo luminoso, è necessario considerare non solo il consumo energetico espresso in watt ma anche l’intensità luminosa (lumen).

 

Di quanti lumen ho bisogno per la mia stanza?
Non c’è una risposta precisa sulla quantità di lumen di cui si ha bisogno. I lumen necessari per l’illuminazione dipendono da vari fattori come la forma e la misura della stanza, l’altezza del tetto, la tipologia dell’installazione, la funzione, la temperatura del colore e le esigenze personali d’illuminazione. Ecco una guida base che ti potrà aiutare nella scelta dell’illuminazione:

 

Ambiente

Lumen/ metro quadrato

Cucina

300-400

Cucina

700-800

Salotto

400-500

Camera da letto

300-400

Camera da letto

700-800

Bagno

500-600

Ingresso

300

 

Illuminamento (LUX)

I lumen per metro quadrato. Il flusso di un lumen distribuito uniformemente su una superficie di un metro quadrato origina un lux. La misura che più interessa ad un illuminotecnico; non importa sapere quanti lumen emetta un corpo luminoso ma quanti ne cadano sulla superficie in cui sto lavorando, sia essa un tavolo da disegno, il pavimento di una stanza o la faccia di un attore. In una giornata soleggiata, misuro anche 100.000 lux, se il cielo è nuvoloso ne misuro 10.000, in un ufficio dovrebbero esserci circa 500-2.000 lux, in un appartamento dai 200 ai 1.000 a seconda della stanza. Lo strumento per misurare il livello di illuminamento è il luxmetro, formato da un sensore ottico e da uno strumento indicatore. Lo sapevate che sono stati condotti degli esperimenti, in base ai quali la produttività in un luogo di lavoro aumentava con l'aumentare dei livelli di illuminamento?

 

Per simulare le condizioni di illuminamento di un ambiente, è necessario realizzare un progetto illuminotecnico considerando le caratteristiche dello spazio ed il comportamento delle diverse superfici. In questo modo, prima dell’installazione, otteniamo un’anteprima dell’effetto luminoso e presentiamo al cliente l’idea complessiva.

Due i principali fattori da considerare: K (gradi Kelvin) che indica la temperatura della luce e Lx (Lux) l’unità di misura per l’illuminamento.

L'illuminamento è la quantità di luce, o di flusso luminoso, incidente su un'area o una superficie. Unità di misura dell’illuminamento è il Lux. Esistono norme da tenere in considerazione per garantire una illuminazione sufficiente: almeno 500 lux per le zone di vendita, almeno 250 per le zone di attesa e passaggio, almeno 120 per zone deposito (cfr. UNI-EN 12464-1 - Requisiti di illuminazione per interni).

 

Ci auguriamo che questa breve guida sia di aiuto per orientarvi davanti ad una vastissima selezione di prodotti di illuminazione, senza temere tecnicismi o concetti illuminotecnici di base. Le possibilità restano comunque infinite e, per evitare di cadere nell’errore, è sempre meglio rivolgersi al nostro personale tecnico-commerciale che vi guiderà nelle vostre scelte di illuminazione led.

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